Timkat o Epifania copta

LUOGO: In tutte le città d'Etiopia, in particolare nelle città di Gondar, Axum e Lalibela.

PERIODO: 19 gennaio, ogni anno

 

E' la più importante festa ortodossa in Etiopia, le celebrazioni hanno inizio con la "Ketèra" ovvero la vigilia del Timkat e durante la giornata del 19 gennaio inebrianti, coloratissime e solenni processioni commemorano il battesimo di Gesù. Protagoniste assolute dei cerimoniali che prendono vita con il Timkat sono le "Tavole della legge" rivelate da Dio a Mosè.

La credenza etiope vuole che queste misteriose tavole siano state trafugate, durante il suo viaggio a Gerusalemme, da Menelik I°, capostipite della dinastia Davidica in Etiopia, nato dall'incontro tra la regina di Saba e il Re Salomone. Portate in Africa, le tavole sarebbero da allora conservate in una cappella ad Axum, l'antica capitale del Regno. La tradizione vuole che ogni chiesa celi all'interno della parte sacra e inaccessibile una copia delle tavole sacre all'interno di una copia dell'arca dell'alleanza, le cosidette sacre "Tabot".

I cerimoniali che si svolgono durante la ricorrenza mediante processioni in ogni città e paese dell'Etiopia hanno lo scopo di accompagnare le Tabot verso un punto d'acqua simbolo della fonte battessimale (nella foto i celebri bagni di Fasiladas a  Gonder). Si tratta di un evento intriso di tanto fervore popolare, migliaia di fedeli avvolti nei loro shamma (teli di cotone tradizionali) prendono parte alla processione e alla veglia notturna che precede la cerimonia del battesimo. Fanno da sfondo a processioni e rituali i bellissimi colori di paramenti sacri, parasoli e delle stoffe damascate che coprono i contenitori misteriosi dell'Arca dell'Alleanza.

Mentre i sacerdoti danzano e cantano suonando ritmicamente il sistro per tutta la notte, le Tabot rimangono protette e venerate all'interno di una tenda. Nenie, ritmi e vibrazioni si propagano nell'aria fino all'alba, quando arriva il giorno della festa da celebrare attorno al fatidico punto d'acqua per il momento del battesimo, il prete si avvicina al punto d'acqua e asperge la folla. Dopo le abluzioni a ricordare il battesimo di Gesù nel Giordano, le tavole riprendono in processione la via del ritorno verso la chiesa dove rimarranno, protette nel Sancta Santorum fino al Timkat dell'anno successivo.

 

foto: @ Ronnie R., @ The Michis, @ Georges Courreges, @ Giuseppe Di Rocco

 

 

Sahara Maraton

 

LUOGO: il percorso connette i campi profughi Saharawi di Smara, Aoserd, El Ayoun in Algeria.

PERIODO: quest'anno, nel 2014, si è corsa il 24 febbraio.

La "Sahara Maraton" giunta quest'anno alla quattordicesima edizione ha sempre avuto un valore non solo sportivo, ma sopratutto simbolico e di solidarietà: toccando tre campi profughi saharawi dove 250.000 persone sono esiliate dalla propria terra da 38 anni, il Sahara Occidentale, e che sono costrette a vivere di aiuti e di espedienti con poche prospettive di tornare un giorno a casa, dove questi campi assomigliano sempre più a grandi villaggi; le tende sono state sostituite un pò alla volta da case di terra, sono state costruite scuole e piccoli ospedali, ma manca l'acqua e non si può coltivare quasi nulla.

Gli atleti sono impegnati sul percorso classico della maratona e sulle distanze di 21, 10 e 5 km, più la corsa dei bambini: la "Sahara Maraton" ha come obiettivi la promozione dell'attività sportiva tra i giovani saharawi, cercando di coinvolgere il più possibile anche le ragazze. Cerca inoltre di finanziare e promuovere progetti umanitari e di sviluppo. Ma vuole anche, attraverso lo sport, sensibilizzare l'opinione pubblica su un conflitto che dura da quasi quarant'anni. La manifestazione sportiva è organizzata dalla Repubblica Araba Saharawi Democratica (Rasd), vede anche il grande impegno di un'associazione italiana, "El Ouali" di Bologna, in collaborazione con il Sahara Project Association di Madrid. Quest'anno circa una sessantina di atleti sono venuti dall'Italia, molti altri provengono dalla Spagna, dal Nord Europa e come sempre c'è una massiccia presenza di atleti algerini.    Per maggiori info:  www.saharamarathon.org

 

Fonte: rivista "Africa" 1/2014 - Foto: @ Cesar Casellas, @ Massimo Valicchia

 

Carnevale in Guinea Bissau

 

Proprio quest'anno, 2014, ho partecipato a questa meravigliosa manifestazione in Guinea Bissau, dal 1 al 4 marzo: foto ed informazioni le trovate su questo stesso sito nella sezione Foto>Carnevale a Bissau, e presto mi impegnerò a scriverne un bel racconto dettagliato.

Carnevale a Capo Verde 

 

Il carnevale è una festa molto sentita dai capoverdiani e deriva dal martedì grasso portoghese con elementi del carnevale brasiliano diventando così, un evento unico che può durare anche 4 giorni concludendosi appunto il martedì grasso. Le due principali mete turistiche  per assistere all'evento sono Mindelo (Sao Vicente) e Praia (Santiago) dove è particolarmente acceso ed animato, ma anche tutte le altre isole festeggiano con carri e costumi. La musica e la danza sono gli elementi prevalenti di questa festa e le canzoni sono scritte appositamente per il carnevale. Anche i coloratissimi costumi vengono preparati con particolare cura e progettati secondo il tema dell'anno. A São Nicolau, nella cittadina di Vila da Ribeira Grande, malgrado i fondi a disposizione non siano certo quelli su cui può contare Mindelo, il carnevale viene festeggiato alla grande, con carri ben allestiti e gruppi con sgargianti costumi. E’ un carnevale che piace molto e richiama ogni anno tanta gente dalle altre isole. Pure a Tarrafal naturalmente si festeggia il carnevale, anche se in tono minore. Il Sindaco di Tarrafal, preoccupato per la situazione dei trasporti che lasciano spesso l’isola senza collegamenti, si è attivato quest’anno, riuscendo a fare un accordo con la Fast Ferry che è la Società che gestisce il catamarano Kriola. Questa nave normalmente collega São Nicolau con Praia circa una volta al mese. Ora, grazie all’accordo ottenuto recentemente, effettuerà collegamenti tra Praia, Mindelo e Tarrafal per il periodo del carnevale. Grazie a questo servizio temporaneo l’isola di São Nicolau potrà essere raggiunta con maggior facilità da tutti quelli che viaggiano volentieri tra le isole per non perdersi il carnevale

 

 

 

Festima, il Festival internazionale delle maschere e delle arti

LUOGO: Dédougou, Burkina Faso

PERIODO: cadenza ogni 2 anni, nel 2014 la 12° edizione è stata celebrata dal 24 febbraio al 2 marzo.

 

Il FESTIMA, nome originale "Festival International des Masques et des Arts" a Dédougou nella regione del "Boucle du Mouhoun" nel Nord Ovest del Burkina Faso al confine con il Mali, nasce dall'idea di un gruppo di studenti per promuovere il patrimonio culturale e identitario di numerosi villaggi del Burkina, del Mali, del Togo, del Benin, della Cote d'Ivoire, altrimenti minacciato dall'abbandono, dalla modernità e dell'incuria. Attualmente è diventata la più grande manifestazione culturale dedicata alle maschere in tutta l'Africa, nell'ultima edizione vi hanno partecipato circa 40 villaggi e 6 gruppi di maschere richiamando sempre più spettatori e incrementando i ricavi. Lo spettacolo che viene messo in scena nell'arena è impressionante, sarete avvolti dal ritmo delle percussioni, affascinati dalle fogge impressionanti delle maschere nonché dai colori, e sarete in compagnia di centinaia di persone che con voi ammireranno i passi di danza eseguiti dalle maschere. La festa non termina certo durante il giorno, la notte infatti è la volta dei "griots", i cantastorie che si danno convegno e gareggiano per dimostrare tutta la loro bravura. E' sicuramente  una delle forme più autentiche che rappresentano la cultura e la tradizione dell'Africa Occidentale.

Per maggiori info:  www.festima.org     foto: @ Anthony Pappone, @ Mela

 

Festival International de Jazz de Saint Louis

LUOGO: Saint Louis, Senegal

PERIODO: per la 22° edizione dal 04 al 09 giugno 2014

 

Un gruppo di giovani nel 1991 ha deciso di  fondare l'associazione del festival di Saint Louis che dal 1993 è diventato "Festival Internazionale del Jazz a Saint Louis", questo investimento culturale ha dato tantissimo alla storica e coloniale città senegalese. Nel tempo il Festival ha acquistato una notevole fama diventando la più grande rassegna musicale dell'Africa francofona al sud del Sahara, ha varcato i confini nazionali ed oggi ormai se ne parla in Europa e America. Grandissimi musicisti da tutto il mondo si sono esibiti a Saint Louis: Femi Kuti, Richard Galliano, Rhoda Scott, Paolo Fresu, Gilberto Gil, Youssu N'Dour, Ali Farka Touré, Jerry Gonzales e tanti altri. La città di Saint Louis è completamente rinata, si sono moltiplicati gli investimenti, molti vecchi edifici coloniali sono stati ricostruiti e fiorenti sono le attività di artigianato e ristorazione. Per ulteriori informazioni visitate il sito  www.saintlouisjazz.org .

Camel Derby

LUOGO: Maralal, Regione del Samburu, Kenya

PERIODO: nel 2013 si è svolto dal 30 agosto al 01 settembre.

 

In questa remota cittadina del Kenya, nella regione di Samburu, nel nord a 348 da Nairobi, si svolge ogni anno questa bizzarra e quantomeno inusuale corsa di cammelli con fantino a cui chiunque può partecipare, turisti compresi. Questa regione del Kenya è arida e selvaggia e il cammello, o meglio dromedario ad una gobba sola, è l'animale simbolo e vitale per tutte le popolazioni di nomadi. Per la gara si riuniscono a Maralal i migliori cammelli della regione, anche se questo animale è quasi sempre usato come animale da soma, si dimostra invece dotato di notevole resistenza e velocità: vincere la gara è naturalmente un grandissimo onore per i locali e la vittoria del titolo è spesso contestata.

 

foto: @ Adrian Barnes

Gerewol

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LUOGO:  punto d'incontro ad Abalak in Niger per scoprire il luogo del prossimo Gerewol

PERIODO: fine settembre di ogni anno

 

Il Niger è una nazione che, a conoscerla bene, affascina. Lungo le rotte che attraversano città quali Zinder, Agadez, Niamey, Arlit, Bilma s’incontrano tanti popoli. Tra le più antiche e misteriose etnie del Niger vi è quella degli Wodaabe. Si tratta di genti seminomadi appartenenti alla più ampia etnia dei Peul o Fulbe, contraddistinti da specifici elementi che li differenziano sia dai Tuareg, sia dagli Hausa, così come dagli altri gruppi che vivono nel Sahel. Il loro nome, Wodaabe, significherebbe “gli scacciati”, una denominazione originatesi, secondo alcune fonti, dal loro rifiuto di partecipare alla Jihad – la guerra santa – dei seguaci di Usman Dan Fodio, musulmano, guida spirituale e militare cui si deve la fondazione dell’emirato Sokoto. I Wodaabe, chiamati anche Bororo, hanno invece rifiutato la conversione alla religione musulmana, preferendo rimanere legati all’antico culto degli antenati. Secondo altre fonti, il nome Wodaabe significa “popolo che segue la retta via”. Questo gruppo non ha subito l’influenza islamica, come testimoniano non solo le loro credenze spirituali, ma anche l’abbigliamento da loro usato, rigorosamente di pelli animali per rimarcare le proprie radici tribali. Questa forte identità si esprime totalmente durante la celebrazione Gerewol che, di generazione in generazione, per millenni, scandisce l’essenza Wodaabe. Ogni anno in settembre, sin da un’epoca che si perde nella notte dei tempi, viene organizzato il Gerewol, evento che conserva un importante valore etnografico. Chi assiste a questa festa ritorna a un’epoca arcaica, quando ancora erano minime o del tutto assenti le influenze culturali esterne nella terra oggi conosciuta col nome di Niger. Il Gerewol è l’incontro dei popoli nomadi, è l’occasione ideale per celebrare nascite, per trovare moglie, per ricevere notizie. Per sapere dove e quando questa festa sarà organizzata si fa tappa nella cittadina di Abalak, punto d’incontro delle genti del Sahel, che si scambiano informazioni legate ai ritmi e ai cambiamenti che avvengono nelle grandi distese di savana. Abalak, distante da Tahoua 135 chilometri, è quindi il luogo ideale per ottenere le indicazioni aggiornate sul Gerewol. Per assistervi è necessario inoltrarsi lungo piste sabbiose, varcando luoghi selvaggi per poi giungere nel grande anfiteatro naturale dove la festa si svolgerà.Ciò che più affascina sono i volti dei Wodaabe, che per l’occasione, vengono colorati di rosso e di ocra. È proprio la fase del trucco, nonché l’accurata preparazione dei costumi a trasformare questo evento in una festa “della bellezza”. Una festa scandita da antiche danze (la più nota è chiamata Yaake) e da un gioco di sguardi unico, che esprime una particolare concezione di grazia e fascino maschile. I canoni di bellezza denotano particolari elementi: per esempio, l’altezza media dei giovani uomini non scende mai al di sotto di 180 cm; il viso ha proporzioni simmetriche, di forma ovale, con un naso (tendenzialmente) aquilino. Questi alcuni tratti estetici generali, ma nascondono però atavici simbolismi. Il tutto è predisposto per far si che gli uomini si sfidino nel corteggiamento delle donne più belle delle tribù, utilizzando come arma semplicemente il loro volto, che deve essere il più intenso possibile. Il tutto è scandito da danze, dal suono dei gioielli che danzano seguendo il ritmo dei Wodaabe, e poi dai colori intensi dei vestiti ornati di piume. Guardando i volti degli uomini danzanti si osservano i loro occhi roteare come in una specie di trance; si notano poi i loro sorrisi, ampi e luminosi per la dentatura di un bianco candido. I gruppi di giovani Wodaabe ripropongono antichi canti e movenze che appartengono ad un ancestrale passato. Questi elementi trasformano il Gerewol in un grande evento di rilevanza etnografica e culturale, che può durare per giorni e giorni, fino a quando le genti del deserto di nuovo ritorneranno a percorrere le terre aride del Niger. Da segnalare il documentario di Werner Herzog, "Herdsmen of the Sun".

fonte: www.missioni-africane.org, foto: @ JHC Travel, @ Sebastian Balbus, @ Saskia Lenaerts

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Argungu Fishing Festival

LUOGO: Argungu, sultanato di Sokoto, Nigeria

DATE: metà marzo, il festival solitamente inizia il mercoledì e termina la domenica.

 

 

Per molte persone la pesca è vita, per il piccolo villaggio di Argungu in Nigeria è anche simbolo di pace e concordia con la vicina città di Sokoto, e tutti i villaggi intorno: tutti i pescatori dei villaggi sono invitati a partecipare ad una gara di pesca a mani nude nel fiume Matan Fada. Il vincitore è colui che cattura il pesce più grande con una calabasse (grande zucca vuota) e una rete, oltre ad un ricco premio riceverà il titolo di "pescatore dell'anno". Al suono incessante dei tamburi, ai pescatori viene concessa un'ora di tempo per la gara; inoltre durante il festival si svolgono anche altre gare sportive come il nuoto, il tiro con l'arco e con la catapulta. Anche ai turisti è concesso di partecipare.

 

foto: @ Irene Becker

Festival tradizionale dell' Akwasidae

LUOGO: Kumasi

DATE: ciclo di 42 giorni

 

L’Akwasidae o Adae é la festa tradizionale dell’Asantehene, il re Ashanti, che viene celebrata seguendo il calendario religioso con un ciclo di 42 giorni. All’occasione il re, Osei Kofu Tutu, riceve gli ospiti, vestiti rigorosamente con tuniche bianche e nere, che gli portano in dono bottiglie di schnapps, montoni, polli ed oggetti tecnologici. Tutta la cerimonia é accompagnata da suoni e danze che si mescolano e sovrappongono senza sosta, in un mix unico di tradizione e modernità tutta ghaniana.

 

fonte: www.kanaga-at.com

foto: @imknowmadic 2, @ akiwiinaustralia

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